LEGO® – Il gioco del secolo

LEGOA cosa serve un articolo sui mattoncini, uno dei giochi più conosciuti dove LEGO® risulta il 2° produttore di giocattoli al mondo (in testa c’è la Mattel) e che nel 2000 è addirittura stato nominato gioco del secolo?

Se non sei un fan del LEGO® forse non sai che esiste una comunità mondiale di appassionati che considera questo gioco un MUST. Non è un caso che sulle scatole trovi la scritta “Da 4 a 99 anni”: lascia che ti spieghi perché 99 non è un numero esagerato!

Il mio fine è darti visibilità dell’abbondanza e varietà di risorse che gravitano intorno al LEGO®: voglio farti scoprire cosa esiste oltre la conoscenza media di un genitore quando regala ai propri figli questo gioco, oppure, se non hai figli, per illustrarti come si è sviluppata questa passione nel mondo da quando ci giocavi da bambino.

La punta dell’iceberg

Un adulto acquista una scatola LEGO® e la regala ad un bambino. Il bambino assembla il modello seguendo le istruzioni (con o senza aiuto) e, quando è completo, ci gioca; lo userà come un qualunque giocattolo, personaggio, edificio, veicolo, ecc. non LEGO®. Alla fine lo mette sullo scaffale. Di tanto in tanto lo riprende e/o attende una nuova scatola per ripetere lo stesso copione.

Un adulto acquista una scatola LEGO® per sé, la assembla seguendo le istruzioni, poi la usa come soprammobile. Ha praticamente acquistato un costoso puzzle 3D, ma con le istruzioni; non lo incornicia come un classico puzzle da 5000 pezzi, ma lo espone ugualmente da qualche parte in casa.

Cosa hanno in comune queste due esperienze? Entrambi:

  • si ritroveranno con uno scaffale di modelli LEGO® assemblati,
  • non avranno esercitato la propria fantasia creativa,
  • non avranno sperimentato il pensiero laterale e la versatilità del LEGO®.

Questo è il copione più classico di una famiglia con bambini o di un adulto a cui piacciono puzzle e piccoli lavori manuali.

Non c’è nulla di sbagliato nel giocare così, fintantoché si trae soddisfazione dal tempo trascorso in questo modo.

Entrambi però hanno scoperto solo la punta dell’iceberg: limitandosi a ciò che ho descritto hanno appena iniziato a familiarizzare con i mattoncini…. ma c’è di più, MOLTO di più!

Cos’è un buon gioco?

Il nome LEGO®, coniato nel 1934, deriva dall’unione delle parole danesi “leg godt” che significano “gioca bene”.
Nel 1963, Godtfred Kirk Christiansen (il 3° figlio di Ole Kirk Christiansen, il fondatore della LEGO®) presenta all’azienda le 10 caratteristiche che deve avere il loro prodotto:

  1. Potenziale di gioco illimitato
  2. Per ragazzi e ragazze
  3. Divertente per qualsiasi età
  4. Gioco per tutto l’anno
  5. Gioco sano e tranquillo
  6. Lunghe ore di gioco
  7. Sviluppo, immaginazione, creatività
  8. Più LEGO® si hanno, maggiore è il valore
  9. Set extra disponibili
  10. Qualità in ogni dettaglio

Dopo ben 54 anni questi punti descrivono ancora bene la realtà LEGO®.

Ora una domanda: quali sono le caratteristiche più importanti di un buon gioco?
Di tutte le definizioni che possono venirti in mente, queste tre, a mio parere, sono le più importanti (ho riportato tra parentesi la relazione con le caratteristiche summenzionate):

  • A – Divertimento in sicurezza (3,4,5,10)
  • B – Creatività (1,7,8,9)
  • C – Longevità, pubblico e relative potenzialità (2,3,4,6,8,9,10)

Molti giochi corrispondono a queste caratteristiche, ma il LEGO® è sicuramente tra quelli che permettono di elevarle al massimo: le caratteristiche enumerate da Godtfred Kirk Christiansen rientrano tutte, più volte, nelle tre suddette, a testimoniare ancora una volta, la bontà del gioco LEGO®. Analizziamole.

A – Divertimento

  • Hai giocato solo da bambino con il LEGO®?
  • Hai un bel ricordo di quando ci giocavi?
  • Ora non ci giochi più?

Se hai risposto con tre sì, ti informo che da quando hai smesso ti sei perso gran parte del divertimento!

Gli AFOL, letteralmente Adult Fan Of LEGO®, sono tutti coloro compresi nella fascia di età 18-99 che ancora hanno la voglia di costruire, inventare e fantasticare con i mattoncini. E’ gente seria, a tal punto che produce manufatti di grande bellezza unicamente con i mattoncini, costruisce servizi utili alla comunità LEGO®, organizza eventi, e si diverte da adulto, forse anche più di quanto non si sia divertito nella propria infanzia. Se pensi che un AFOL è solo un adulto con la sindrome di Peter Pan oppure che il LEGO® sia solo un gioco da bambini, ti sbagli: leggi ad esempio cosa è il LEGO® Serious Play, approfondisci sugli AFOL con questo articolo specifico e vedi come la scuola utilizza i LEGO® per educare alla scienza con LEGO® Education.

Gli AFOL si riuniscono spesso in LUG, acronimo di LEGO® Users Group, ovvero gruppi di persone che hanno l’interesse comune per il LEGO®. Sono ovunque, in tutto il mondo. A Roma, dove vivo, c’è RomaBrick ad esempio, che fa parte del LUG più esteso d’Italia, l’ITLUG (ITalian LUG).

Gli AFOL passano ore a parlare, costruire e confrontarsi sui LEGO®, popolano forum, costruiscono siti web specializzati, scrivono libri e software di ogni genere e, tutto, sempre, quasi unicamente per passione.

Io stesso mi ritrovo nella definizione di AFOL, tant’è che questo articolo è la prova della passione che mi spinge a divulgare la cultura per il LEGO®; ve lo garantisco, LEGO® Group non mi ha dato un centesimo per scriverlo, né altri me lo hanno commissionato.

L’AFOL è un modellista, alla stregua di chi costruisce presepi, galeoni con il legno, o scolpisce un materiale per ricavarne una scultura, il suo fine è creare. La differenza è solo il mezzo: un AFOL usa il LEGO® come materia prima per esprimersi, e a ragion veduta.

Riguardo l’esser sano, LEGO® ha deciso di non produrre MAI set o parti che possano rappresentare temi di religione o guerra, tant’è che ci ha dovuto pensare un AFOL guerrafondaio a colmare una lacuna!

B – Creatività

Hai costruito il tuo primo modello, poi due, tre, …dieci! Hai preso familiarità con i pezzi ed il modo di collegarli. Il training è completo, ma ora arriva la parte più divertente, l’autentico gioco delle costruzioni:

• inventare un modello inedito con i pezzi a nostra disposizione, frutto della nostra fantasia •

Questo è il passo fondamentale per progredire da semplice assemblatore ad inventore.

Da genitori o educatori dobbiamo invogliare i bambini a farlo, è fondamentale per una sana crescita.

Senza addentrarmi nella pedagogia, ti lascio alla lettura del corposo e interessante articolo Un LEGO mentale dal bambino allo scienziato.

Se ti stai scervellando e non ti vengono idee oltre quelle proposte dalla confezione e sei un amante dei libri, ti suggerisco di acquistare uno di questi, da cui avrai tantissimi spunti per costruire (ce ne sono anche altri oltre questi).
Considera che nei libri non ci sono le istruzioni, solo le idee!

Se invece puoi usare un computer o un tablet vicino al tavolo dove costruisci, potrai sfruttare le migliaia di MOC su internet (leggi più avanti di cosa si tratta) senza necessità di stampare o comprare libri.

Ma quante e quali cose si possono costruire col LEGO®?

Con 6 pezzi di LEGO® identici, ovvero il classico mattone 4x2x1 (quelli a fianco), sono possibili ben 915.103.765 combinazioni!
Si, hai letto bene, novecentoquindici MILIONI.

Ti rimando a questo articolo per un piccolo approfondimento sul calcolo.

E’ facile immaginare che è possibile costruire qualunque cosa, anche perché dal 1958 (dall’invenzione del LEGO® System™) LEGO® ha ideato ben 47.985 tipi di pezzi in 133 colori diversi!

Nel conteggio non ho considerato le minifigure, che, ad oggi, contano ben 9.748 tipi diversi. Le minifig (così sono chiamate) si possono considerare un gioco a sé, simile ai personaggi Playmobil o ai soldatini. A titolo di esempio, neanche confrontando i 500 modelli della bambola più venduta di sempre (Barbie) ci sarebbe competizione nella varietà di accessori e vestiti rispetto alle minifig, che sono quasi 20 volte di più (senza contare che molti pezzi LEGO® sono utilizzati per creare accessori e vestiti per le minifig)!

Ora parliamo di modelli (Set): la LEGO® ne ha prodotti industrialmente ben 14.127 diversi, rappresentando tantissime situazioni, ambienti, oggetti e personaggi.

Ogni giorno migliaia di AFOL e bambini inventano MOC, ovvero My Own Creation, un acronimo usato per differenziare i set prodotti dalla LEGO® da quelli degli amatori: tanto appassionati da creare dei siti per condividerli come Rebrickable, MOC Pages, MOC di Bricklink con tanto di istruzioni di montaggio, foto e video, e distinte dei componenti. Anni fa la LEGO® stessa ha copiato gli AFOL ed ha realizzato siti ed app per condividere le proprie creazioni come LEGO® Ideas (solo per adulti) e LEGO® Life (per bambini).

C – Longevità, pubblico e potenzialità

Queste tre caratteristiche hanno degli stretti legami. La longevità può essere espressa come la capacità del gioco di adeguarsi al trascorrere del tempo e non essere accantonato. Da questo si collega il concetto di “pubblico“: essendo chiunque il potenziale giocatore, in teoria può durare tutta la vita. La longevità include la resistenza all’usura mentre la potenzialità ne assicura l’adattamento a molteplici situazioni che vengono a crearsi col passare del tempo e la crescita delle persone. Questi i motivi per cui li ho raggruppati come una unica caratteristica.

La plastica ABS è praticamente indistruttibile

I pezzi, se trattati bene, anche dopo 40 anni, sono ancora utilizzabili. Non lo dice un test di invecchiamento simulato di un laboratorio LEGO®, ma lo testimoniano banalmente i pezzi che avevo quando ero bambino!
Un unico avvertimento: il LEGO® teme il Sole, i pezzi esposti a lungo si scoloriscono.

Le poche cose soggette ad invecchiamento ed usura sono:

  • I pezzi con parti stampate che tendono a cancellarsi dopo tanti anni.
  • Ingranaggi e pneumatici che a forza di girare (ma devono farlo proprio tanto), con l’attrito, consumano il pezzo.
  • Le etichette adesive, il cui collante perde efficacia, quelle a base cartacea che si consumano e le parti in simil stoffa che tendono a sgualcirsi o strapparsi.

Una recente novità (marzo 2018), preannunciata varie volte negli anni passati, è che finalmente l’azienda è riuscita a trovare, dopo un lungo processo di ricerca, un’alternativa all’ABS che sembra altrettanto valida: la bioplastica, 100% vegetale e ricavata dalla canna da zucchero. LEGO® è così convinta della sua scoperta che ha deciso già dai primi mesi del 2018 di sostituire dall’1-2% della sua produzione con questo nuovo materiale: staremo a vedere…

Il LEGO® System è compatibile dal 1958

Questa peculiarità dà sicurezza a chi compra e aumenta le possibilità di chi lo utilizza. Qualsiasi pezzo, di qualsiasi set o periodo storico è ri-combinabile con gli altri.
Le combinazioni possibili con la molteplicità di pezzi e colori disponibili sono illimitate, il che rende il gioco sempre nuovo e stimolante.

Tutto ciò configura anche un ottimo investimento per i figli e i figli dei figli!

+ LEGO®, + possibilità

Di pezzi LEGO® non se ne hanno mai abbastanza.
Qualunque AFOL sottoscriverebbe questa affermazione.

Si comincia da piccoli con un personaggio, si passa all’automobilina, quindi casette, astronavi, piccoli quartieri, poi piccoli diorami, fino ad arrivare a navi, palazzi, grandi scenari e grandi città… fino a costruire ad esempio il diorama di Gran Burrone (tratto da Il signore degli anelli) con 200.000 pezzi:

La storia di molti AFOL coincide quando si ripercorre la loro vita in relazione ai LEGO®:
ci giocavano da bambini, crescendo li hanno abbandonati, poi ad un certo punto in età adulta li hanno ripresi per giocarci “sul serio”. In questi casi si può parlare di longevità vitalizia… con tutti i pezzi accumulati in una vita, con l’aiuto di un LUG e anche della LEGO® stessa, si può anche arrivare a realizzare, ad esempio, l’Odissea di Omero:

Unisex

Il LEGO® è un gioco principalmente per maschi? Assolutamente no! Leggi l’articolo Volete figlie più intelligenti? Regalate loro più Lego e meno bambole per convincerti del contrario. La bambine non sono meno brave dei bambini, sono solo interessate ad argomenti diversi, ma come già detto, i mattoncini sono un mezzo per esprimersi, e le femminucce lo fanno a modo loro, tant’è che la LEGO® nel 2012 ha introdotto la linea LEGO® Friends a loro dedicata.

 

Possiamo affermare dunque che LEGO® è il gioco più longevo di sempre.

Un percorso graduale

LEGO® produce mattoncini adatti a tutte le età, e questo si capisce subito sfogliando il catalogo ufficiale. Quello che devi sapere per cogliere l’essenza del tutto è questa classificazione generale:

  1. LEGO® Duplo 1-5 anni
  2. LEGO® (Tutto il resto) 5-16 anni ma, per la presenza degli AFOL, 16 diventa 99!

“Tutto il resto” è classificato e diviso per temi, età, categorie, ecc. già sul sito LEGO® pertanto mi limito a darti questa panoramica:

  • Prima si acquistano set generici piccoli o grandi in base all’età e si prende confidenza,
  • quindi si acquista del LEGO® Technics base per fare un pò di pratica con i meccanismi quando i set “normali” sono diventati troppo facili; in alternativa si possono provare i set per le ferrovie,
  • poi si aggiungono motori e comandi acquistando LEGO® Technics avanzati o semplicemente i kit di espansione LEGO Power functions e i motori aggiuntivi 8883M, 8882XL o Servo Motor.
  • e come ciliegina sulla torta si può aggiungere il telecomando e l’indispensabile kit ricevitore.
  • Infine si giunge al coding usando un microprocessore: si può usare il più recente e semplice LEGO®Boost o il classico e più avanzato LEGO® Mindstorms, ormai giunto alla 3° versione.
  • Gli AFOL aggiungono anche sistemi di illuminazione o interazione avanzata alle proprie creazioni per dargli un tocco di realismo in più utilizzando kit non ufficiali come Brickled, BrickStuff o LightMyBricks (cerca, ce ne sono anche altri) oppure costruendoli da sé con semplici componenti elettronici preassemblati come ad esempio i componenti Little Bits: circuiti elettronici modulari che possono essere collegati ai normali mattoncini LEGO® con degli adattatori.

Insegnare con LEGO®

Passeggiando alla fiera degli inventori (Maker Faire) che si tiene ogni anno a Roma, non si può ignorare la presenza di componenti LEGO® in almeno 1 stand su 20. Se poi ti concentri sul padiglione Kids, il rapporto arriva ad almeno 1 su 5. Perché questa fissazione con i LEGO®?

E’ semplice, è solo questione di convenienza e semplicità.

I mattoncini LEGO® esistono in migliaia di forme e colori, sono resistenti, hanno ingranaggi e parti elettroniche, sono utilizzabili in molte situazioni e, tutto sommato, non sono poi tanto costosi se paragonati ai kit di insegnamento per la robotica, la meccanica, ecc. disponibili da vari produttori per educatori. Per insegnare robotica, meccanica ed altre discipline tecniche gli altri produttori forniscono kit che includono telai e parti in metallo, in plastica e circuiti elettronici specifici, di solito compatibili come passo o incastri solo con i kit e le espansioni dello stesso produttore.

L’unico pezzo veramente a buon mercato che si può utilizzare in alternativa a tali kit è il mattoncino LEGO® a cui si possono adattare componenti elettronici e parti prodotte da altre aziende, che hanno tutto l’interesse a renderle in qualche modo compatibili con il LEGO®.

Anche la LEGO® lo sa bene, e allo scopo ha fondato una divisione distaccata dalla casa madre denominata LEGO® Education. Questi set particolari per l’insegnamento possono essere acquistati direttamente dal sito LEGO® Education, da Amazon o da Campustore tanto per citare i principali canali.

Inoltre LEGO® ha anche avviato un programma di formazione per aziende, denominato LEGO® Serious Play. L’iniziativa ha l’obiettivo di migliorare le performance e l’innovazione. Consiste in set LEGO® specifici e training in azienda a cura di un formatore certificato LEGO®.

LEGO®: il metagioco

Il LEGO® è un materiale utilizzabile anche per costruire altri giochi o semplicemente per realizzare opere di altro genere che non sono propriamente giochi. Il concetto del mattoncino che va oltre l’uso convenzionale è importante in quanto apre a nuove possibilità.

Ad esempio, con mio figlio più grande (9 anni) ho realizzato un semplice wargame da tavolo utilizzando LEGO® e blocchi in legno. Ogni schieramento ha un numero identico di blocchi di legno per costruire il proprio castello e proteggere il tesoro (un forziere LEGO®), inoltre ogni schieramento ha un numero identico di minifigure medievali armate. Il gioco usa anche dei righelli LEGO® costruiti da noi per calcolare la gittata, la velocità di spostamento delle unità e la portata per i combattimenti corpo a corpo. Il gioco ha un regolamento semplice che abbiamo riassunto in poche pagine e modificato ad ogni partita per migliorare il realismo, il bilanciamento, la velocità e, ovviamente, il divertimento! Vince chi per primo ruba il forziere dal castello nemico e lo porta nel suo.

Sfruttando i mattoncini in questo modo, il gioco del LEGO® non è più fine a se stesso. I pezzi sono stati utilizzati per realizzare pedine e strumenti al fine di creare un gioco da tavolo. Questo concetto di wargame è stato estremizzato dagli AFOL a tal punto da creare un sito dedicato dal 1995: BrikWars! in cui gli scenari di gioco sono anch’essi costruiti col LEGO® e il regolamento è un gigantesco manuale ben organizzato con regole per qualunque scenario!

Potevamo anche usare i classici soldatini e dei righelli realizzati in legno… ma vuoi mettere la semplicità e varietà di assemblaggio di una minifigura con armatura ed armi, piuttosto che di un soldatino di plastica o di metallo?

Altri AFOL utilizzano il LEGO® con la tecnica dello stop motion per realizzare dei cortometraggi. Producono video da molto prima che LEGO® decidesse di produrre film ufficiali per il cinema. D’altronde perché si deve usare per forza la plastilina come in Shawn the Sheep o modellini realistici come in King Kong del 1933? (primo film che ha usato la tecnica dello stop motion)

Di seguito un canale di esempio su YouTube:

Come me e mio figlio, gli AFOL inventano continuamente giochi da tavolo con i LEGO® come si può vedere ad esempio da questo link in cui si notano rifacimenti di giochi da tavolo classici come gli scacchi oppure il connect 4, oppure originali come il dungeon modulare Quest Builder.

Anche LEGO® ha sfruttato l’idea dei giochi da tavolo tanto da produrre una linea separata: i LEGO® Games. Purtroppo la linea, introdotta nel 2009 è stata abbandonata nel 2013 dopo aver rilasciato solo 18 set, e le scatole ancora in circolazione sono diventate rare e pertanto inaccessibili come prezzi.

Una ultima osservazione sul metagioco: i videogiochi basati sul LEGO®.

L’azienda stessa usa i suoi mattoncini per realizzare anche videogiochi basati interamente sul concetto di costruzioni. Ce ne sono a decine ormai, web, app per smartphone, videogiochi per computer e console. Per avere l’elenco di quelli disponibili è sufficiente visitare il sito LEGO®. Penso che si siano spinti un pò oltre, e, alla fine, il videogioco LEGO® non risulterà diverso da un classico videogioco, per quanto sia ben realizzato.

Un consiglio per i genitori: tenete i bambini alla lontana il più possibile dai videogiochi, almeno fino a 12 anni e se già sono entrati nel “tunnel” questo articolo potrà aiutarvi.

Il LEGO® oltre il giocattolo

LEGO® ha rilasciato anche alcuni set, sempre compatibili con il LEGO® System, utili a svolgere le funzioni di oggetti di uso quotidiano. Qualche esempio:

Il classico porta matite, oppure l’astuccio, il cui contenuto può essere organizzato con mattoncini LEGO® per creare divisori interni. La ricombinabilità può sempre tornare utile come per il porta matite: se aumentano le matite, nessun mi impedisce di modificarlo e renderlo più spazioso!

Alcuni AFOL invece fabbricano dei manufatti per decorare le proprie case, come… un tramezzo LEGO®!

Il messaggio che voglio darti è che il LEGO® è un materiale da costruzione utile non solo per modellini e giochi; può essere utilizzato anche per costruire oggetti di uso comune grandi o piccoli che hanno niente o poco a che fare con il concetto di gioco, come l’esempio seguente, dove si vedono due bei ferma libri tematici da scaffale.

Il LEGO® costa! (1/3) Come risparmiare

Prima di parlare di come risparmiare chiariamo dei concetti basilari:

  • Il LEGO® costa, più del petrolio
  • Nessuno lo svende
  • Il prezzo varia di poco nel breve termine e non diminuisce quasi mai, se accade è solo nell’arco di decenni
  • Quando un set esce sul mercato ha il prezzo minimo: più passa tempo e più costerà.

Devi perciò rinunciare ad acquistarlo o regalarlo? Nossignore. Ecco un pò di idee per averlo a prezzi più accettabili, gratis o non aver proprio la necessità impellente di acquistarne più di quello che già possiedi.

Prima di lamentarti del notevole costo del LEGO® chiediti PERCHE’ ha questo prezzo: ti rimando all’esauriente articolo di RomaBrick sull’argomento.

Tutto ciò premesso ormai dovresti aver capito che il LEGO® VALE! Non disfarti del LEGO® con troppa superficialità, non è un gioco come gli altri, non passa di moda, non si rovina e non si svaluta: i tuoi figli, i tuoi nipoti o tu stesso potreste riutilizzarlo un giorno, e se l’avrai dato via, sarà troppo tardi per ripensarci.

Solo chi non ne conosce o capisce il valore ed il potenziale lo regala a sconosciuti o peggio lo butta!

Avere tanti pezzi aiuta, in vari modi:

  • si possono costruire tante cose diverse, con i colori più adatti;
  • si configurano meno litigi tra bambini durante una sessione di gioco a causa della condivisione dei pezzi;
  • si hanno di fatto più possibilità costruttive e con pezzi più adatti a scopi diversi;
  • la fantasia può spaziare di più;
  • si può immaginare di costruire qualcosa di grande e complesso;
  • si possono costruire MOC di altri con più facilità e meno compromessi.

Ovviamente avere tanti pezzi ha due conseguenze automatiche: dove lo conservo e come lo suddivido? Questo è uno dei temi più cari agli AFOL, che amano condividere le modalità di stoccaggio dei pezzi con foto, articoli e addirittura macchine in grado di dividerli in autonomia! Ma non mi addentro in questo argomento perché ci sarebbe da scrivere un articolo ad hoc: ti rimando ai forum dei LUG dove troverai AFOL per consigliarti. E comunque, finché proprio non ti servono i pezzi, NON COMPRARLI: ti servirà un mobile dove metterli e dei contenitori per suddividerli, ed entrambe le cose non sono gratuite.

Passiamo ora ai primi metodi:

  • Compra il LEGO® sfuso, usato. Se devi realizzare una grade opera, questo probabilmente è il suggerimento migliore che posso darti. Il LEGO® usato è venduto ad una frazione del prezzo di quello nuovo, e dato che difficilmente si rovina, in moltissimi casi è quasi identico al nuovo. Esistono molti posti dove reperirlo come mercatini, negozi specializzati LEGO® con settore dedicato all’usato e fiere. In questi posti devi armarti di molta pazienza perché i pezzi sono disposti casualmente in grandi contenitori che dovrai spulciare attentamente per prendere ciò di cui hai bisogno, scartando i pezzi malridotti oppure conteggiando i pezzi a coppie, ecc. Insomma, sai quando inizi e non sai quando finisci. Considera che una sessione di ricerca in un posto del genere dura quasi sempre almeno 2-3 ore! La fatica però è ripagata dal prezzo, che di norma sarà in base al peso dei pezzi che hai accantonato. Un buon indice di riferimento del prezzo dei pezzi nuovi è il LEGO® Store di Legoland a Gunzburg che stabilisce il prezzo dei pezzi sfusi per 100g, di conseguenza i pezzi usati dovranno costare almeno 1/3 di quella cifra. A meno che non trovi pezzi o colori particolarmente rari, diffida di chi alza il prezzo molto sopra questa soglia ipotetica.
    Per darti qualche nome, nel Lazio, mi sono avvalso di Pianeta Mattoncino, Magico Mattone, Mr Toyz e La Brickeria. Inoltre puoi sfruttare i grandi canali online come Bricklink, Brickowl e Ebay solo per citarne alcuni, ma tieni sempre presente le spese di spedizione.
  • Utilizza i sistemi automatici di controllo della variazione dei prezzi come Camel Camel Camel o simili. Metti sotto osservazione delle confezioni LEGO® che vorresti acquistare e attendi l’affare, senza preoccuparti di controllare tutti i giorni.
  • Sfrutta il Black Friday, e concentra per quanto possibile i tuoi grandi acquisti in questo periodo; si possono concludere degli ottimi affari, risparmiando centinaia di Euro, anche sullo shop ufficiale LEGO®: loro lo chiamano “Brick Friday“.
  • Consulta amici e parenti: una donazione fatta in base al concetto “perché tanto qui non lo usa più nessuno” può sempre capitare. A me personalmente è capitata almeno tre volte e non ho chiesto più di tanto.
  • Ultimo, ma non ultimo come importanza, l’egregio articolo di RomaBrick sul risparmio nell’acquisto del LEGO®.

Il LEGO® costa! (2/3) – Acquisti mirati

Un modo più efficace per risparmiare, e allo stesso tempo non sacrificare il gioco e la voglia di costruire qualcosa di grande e appagante per noi, è quello di evitare l’acquisto di tutto quello che ci passa per la mente, anche se seguiamo i suggerimenti del capitolo precedente.

Per fortuna esistono servizi come Rebrickable che forniscono gratuitamente strumenti eccezionali.

Rebrickable è un sito realizzato da un AFOL particolarmente capace riguardo la programmazione e i siti web. Grazie al lui è possibile analizzare la propria collezione LEGO® sotto ogni aspetto ed eseguire delle “diff” (in gergo informatico, confronti per differenza) tra ciò che abbiamo e ciò che ci interessa.

Il database di Rebrickable contiene tutti i set che LEGO® ha prodotto nella sua storia, inclusi, ovviamente, tutti i tipi di mattoncini e colori esistenti. Dopo aver creato un account sul sito ti sarà sufficiente specificare i numeri dei set che possiedi per costruire automaticamente la tua collezione di pezzi, senza doverli inserire uno ad uno.

Ora viene il bello: cerca qualunque set LEGO® di cui non sei in possesso e che vorresti avere e il motore di calcolo di Rebrickable ti dirà in pochi secondi di QUALI e QUANTI pezzi di QUALI COLORI sei sprovvisto rispetto a quelli che già possiedi!

Se non bastasse ti suggerisce anche i set da acquistare per poter aumentare il numero di pezzi in tuo possesso relativamente al set che vuoi costruire, considerando quelli che già hai, fornendoti una raccomandazione del tipo: “Per costruire il set 123 hai già il 50% dei pezzi, se acquisti il set 456 arriverai ad avere il 65% dei pezzi necessari”. Prova tu a fare il calcolo manualmente!

Se non vuoi acquistare set interi, è in grado di esportare l’elenco dei pezzi mancanti a siti come Bricklink e riempire con precisione il tuo carrello. Dopo l’acquisto su Bricklink potrai anche re-importare l’elenco dei pezzi sfusi su Rebrickable, di fatto, aggiornando il tuo database anche con i pezzi sfusi che hai acquistato.

Neanche a dirlo, il motore di ricerca è parametrico e potrai dargli le tue preferenze riguardo il metodo di confronto dei pezzi, ad es. “ignora il colore del tutto”, oppure “basta che sia simile” (es. grigio chiaro vs grigio scuro), “ignora le variazioni negli stampi”, “ignora le differenze estetiche a patto che il pezzo sia funzionalmente compatibile” oppure “ignora le parti stampate (con scritte)” o ancora “ignora le parti relative alle minifigure”… qui un estratto della schermata per avere un’idea:

Che io sappia nessun altro sistema è in grado di dare raccomandazioni così mirate ed utili.

In pratica usando Rebrickable puoi comprare solo quello che effettivamente ti manca, contenendo la spesa. Ovviamente puoi scegliere anche di acquistare pezzi sfusi nuovi od usati, sicuramente, se non te ne mancano troppi, è un acquisto più conveniente di un set intero.

Questa è la stanza di un AFOL: se non ti contieni negli acquisti arriverai anche tu a questo prima o poi, ti ho avvisato!

Rebrickable non si limita a conservare i set ufficiali LEGO®, ma contiene anche MOC degli utenti.

Il sistema di confronto è lo stesso e pertanto potrai costruire centinaia di modelli sfruttando questa comoda tecnologia che ti permette di acquistare al più solo pochi pezzi per volta.

Rebrickable fornisce anche un servizio di newsletter che permette di essere informati sull’uscita di nuove MOC in base al numero di pezzi che si possiedono: puoi configurare le opzioni di confronto e una soglia, diciamo ad es. 80%, e Rebrickable ti invierà una e-mail ogni volta che qualcuno pubblica MOC che corrispondono ai tuoi requisiti e per cui tu possieda già l’80% dei pezzi!

Ti faccio notare che alcuni MOC sono talmente ben fatti che gli autori si fanno pagare il PDF con le istruzioni, al più qualche dollaro. Soldi ben spesi rispetto all’acquisto dei meri mattoncini; ciò che conta di più sono le idee!

Utilizzando Rebrickable e un pizzico di ingegneria inversa, ho scoperto un’interessante realtà dei set LEGO®:

qualunque set messo sul mercato non è mai composto solo da un sottoinsieme di pezzi di un altro set

LEGO® si sforza di mantenere questa “legge” sempre valida per invogliarti a comprare. Che senso avrebbe altrimenti acquistare un set già incluso in un altro? Nessuno probabilmente, ti basterebbero le istruzioni, che sono sempre disponibili per il download.

A volte le differenze tra i pezzi di un set non consistono solo nelle forme o nelle quantità ma anche soltanto nei colori o nelle stampe applicate ai pezzi, per renderli unici, come ad esempio la scritta “POLICE” applicata su un pezzo comune, che, normalmente, è commercializzato con colori a tinte piatte. Anche l’aumentare dei colori disponibili nel corso degli anni ha semplificato il lavoro della LEGO® in questo suo intento. Con la tecnica del cambio di colore anche alcuni pezzi storici destano nuovo interesse negli acquirenti.

Per differenziarsi, in alcuni set hanno inserito delle minifigure inedite, oppure, poche nuove forme create proprio per quel set, tanto da renderlo speciale od unico nel suo genere, al solo scopo di farti pensare: quei pezzi sono indispensabili, li voglio per il mio nuovo progetto!

Il LEGO® costa! (3/3) – Costruire senza pezzi

Esiste un solo modo per costruire con LEGO® senza pezzi: utilizzare un CAD LEGO®, ovvero assemblare virtualmente il proprio modello grazie al computer e ad un software specifico per LEGO®.

Ne esiste uno ufficiale gratuito per Windows e Mac, è chiamato LEGO® Digital Designer detto anche LDD.

Grazie a questo potente e semplice software avrai a disposizione tutti i tipi di pezzi LEGO® attualmente in commercio, in qualunque colore, senza limiti di spazio o quantità.

Il software è in grado anche di produrre la distinta dei pezzi e le istruzioni di montaggio!

Se vuoi ottenere una fotografia del modello da LDD, non avrai un gran risultato a livello di fotorealismo. Per farlo ti consiglio di usare il software Blue Render (sviluppato da un AFOL), che trasformerà il tuo modello LDD in una fotografia che sembra quasi scattata da una macchina fotografica!

 

LDD e Bluerender non sono gli unici software disponibili per CAD o rendering. Per completezza riguardo al CAD ti segnalo anche LeoCAD e MLCad, sviluppati sempre da AFOL. Al contrario di LDD, con questi software potrai disporre di tutti i pezzi che sono stati prodotti nella storia dalla LEGO®, non solo quelli oggi in commercio!

Questi software hanno funzionalità più avanzate di LDD per certe operazioni, al costo della maggior complessità di utilizzo. Riguardo al rendering ti segnalo, in alternativa a Bluerender, LDD to POV-Ray Converter, che, come suggerisce il nome, converte i file LDD nel formato di POV-Ray, il noto software di rendering.

Esistono molti altri software di supporto nel mondo LEGO®… me te li lascio scoprire in autonomia dai siti di AFOL e LUG.

Ovviamente la passione per il LEGO® non può ridursi a disegnare con il CAD i modelli, sarebbe come se un falegname progettasse solo il mobilio e poi non lo realizzasse mai!

I CAD sono utili per fare esperimenti, per simulare, per diffondere le proprie creazioni e per tanti altri validi motivi, ma non potrai mai sostituire la bontà della realtà, quindi usali per ciò che sono, non come un surrogato.

Il tuo MOC potrebbe diventare un set ufficiale

Hai sempre sognato di lavorare alla LEGO® o ti stuzzica l’idea? Ti consideri veramente bravo ad inventare nuovi diorami o modelli? Ti dò una buona notizia: se 10000 persone crederanno nel tuo progetto nell’arco di un anno circa, c’è una buona probabilità che il tuo set sia messo in vendita nei negozi, e prenderai anche le royalties per ogni scatola venduta!

IDEAS è l’iniziativa LEGO® nata proprio a questo scopo.

Dato che presso il quartier generale LEGO® lavorano solo un numero limitato di creativi e gli AFOL capaci sono migliaia, ne consegue che l’assunzione in LEGO® di nuovi creativi è un evento destinato a pochissimi eletti.

Per soddisfare questa voglia di coinvolgimento degli AFOL e per dare nuova linfa ai dipendenti LEGO® del reparto creativi, l’azienda ha aperto dal 2008, come progetto pilota in Giappone, il sito “Lego Cuusoo”, da cui è derivato l’odierno LEGO® IDEAS, conosciuto in tutto il mondo.

Da quello che so, l’unico modo per trasformare un MOC in un SET,
è passare attraverso LEGO® IDEAS.

L’ultima creazione trasformata in set è nell’immagine seguente:

Solo per AFOL: tecniche avanzate

In questo paragrafo voglio accontentare anche i più esigenti, che, arrivando fin qui, tutto sommato, non hanno ricevuto tante nuove informazioni.

Costruzione

Gli AFOL più esperti amano divulgare ciò che hanno imparato negli anni a beneficio della comunità e pertanto redigono, ad esempio, articoli (come questo!) e guide, come quelle che seguono, in cui si imparano delle tecniche di costruzione complesse; puoi considerarli alla stregua di un corso avanzato di pittura.

https://itlug.org/guida-non-ufficiale-delle-tecniche-avanzate-di-costruzione-lego/

Questa eccellente guida, scritta da un AFOL giapponese, spiega solo con immagini e segni tantissime tecniche di costruzione usando solo i pezzi Technic. Una grande opera di 215 pagine, disponibile anche in versione cartacea.

Ingegneria inversa

Oltre alle tecniche di costruzione ti illustro una tecnica che ho utilizzato e affinato personalmente quando ho ricevuto in dono dei lotti di LEGO® provenienti da parenti, come questa immagine a fianco.

E’ stata una sfida, divertente come ricostruire un puzzle di cui però non conosci l’immagine finale, un mistero da svelare.

I miei obiettivi erano:

  • sapere da quali set arrivavano i pezzi,
  • sapere quali pezzi erano stati perduti da tali set,
  • identificare parti non LEGO® che finiscono inevitabilmente nelle rastrellate per “mettere in ordine”,
  • aggiungere tutti i pezzi alla mia collezione su Rebrickable, Brickset e via dicendo,

al fine di permettere ai miei figli di ricostruire i set come se avessimo avuto in regalo nuove confezioni LEGO®, acquistare i pezzi mancanti, reperire le istruzioni originali e avere il database su Rebrickable aggiornato al fine di migliorare i risultati durante i confronti.

  1. Ho diviso tutti i pezzi per forma,
  2. ho chiesto a chi me li ha donati se ricordasse che tipi di set erano per facilitarmi la ricerca,
  3. ho identificato i pezzi unici o con forme inusuali su Rebrickable. Trovandoli ho identificato immediatamente i pochi set che li contenevano; si, non te l’ho ancora detto ma Rebrickable a partire da un pezzo riesce a dirti in quali set è comparso ed in quali colori!
  4. Essendo pochi i set possibili, ho ridotto le scelte ulteriormente guardando gli altri pezzi in mio possesso; sono riuscito quindi ad identificare i primi set con una discreta confidenza ed ho tolto i primi 400-500 pezzi dal mucchio.
  5. Ora penserai che il compito si è semplificato perché ci sono meno pezzi… proprio per niente! Alcuni set hanno veramente pochi pezzi e identificarli in un lotto del genere è molto difficile. Ho iniziato quindi a cercare i pezzi stampati e sempre utilizzando Rebrickable sono riuscito ad identificare altri set.
  6. Quindi ho provato a cercare solo per colore, guardando soltanto i colori più rari ed ho identificato altri set.
  7. Grazie a qualche informazione sui tipi di set inclusi nel lotto sono riuscito ad isolarne altri cercando nel catalogo dei set su Rebrickable per tema.
  8. Infine ho provato ad identificare ulteriori set dalle minifigure presenti, e ne ho trovati altri.

Insomma… sono andato avanti così ancora un pò e alle fine li ho trovati tutti, ben 29 set con circa 100 pezzi in totale perduti. Non ti nego che mi è sembrato di fare l’investigatore privato con i mezzi della polizia scientifica per eseguire controlli e analisi. Anche mia figlia di 8 anni mi ha aiutato e era molto soddisfatta quando riuscivamo ad indovinare le combinazioni.

LEGO® e AFOL: i luoghi e gli eventi

Se se arrivato fin qui forse hai deciso di avvicinarti di più al mondo del LEGO® e agli AFOL? Ti accontento subito!

Legoland

In primis, chiunque è appassionato di LEGO® non può mancare almeno una visita ad uno dei parchi a tema Legoland, oppure alla più recente LEGO® House inaugurata il 28 settembre 2017 a Billund, in Danimarca, oppure, perché no, sfruttare la combo Legoland Billund + LEGO® House vista la vicinanza.

Qui un VLOG della LEGO® House per avere un’idea più precisa di cosa si tratta.

Per Legoland parti preparato: leggi prima la mia recensione su TripAdvisor.

Eventi

Il panorama sul LEGO® non sarebbe completo se non si menzionassero le manifestazioni che di tanto in tanto organizzano gli AFOL.

A titolo di esempio ne cito qualcuna nella mia regione (Lazio); per altre regioni d’Italia fai riferimento al calendario pubblicato da ITLug. Per il resto del mondo dovrai rivolgerti ai LUG di pertinenza per avere informazioni locali.

 

  • Brikmania a Roma: una mostra di MOC di medie e grandi dimensioni.
  • Il museo Piana delle Orme nella provincia di Latina ospita ogni anno, dal 2009, un evento dedicato al LEGO® organizzato dal LUG di Latina.
  • Due volte l’anno, l’associazione culturale romana Magico Mattone guidata dal buon Mario, organizza un piccolo evento con annessa gara di costruzioni per bambini con premi finali in set LEGO®.
  • Ogni tanto a Romics (alla Fiera di Roma), vengono organizzate delle mostre su MOC particolari, come è accaduto ad esempio nel 2016 con il gigantesco e spettacolare diorama del Trono di spade realizzato da RomaBrick.

Gare

Le gare in cui si deve costruire il miglior MOC sono delle ottime occasioni per mettersi alla prova e far saggiare le proprie abilità ad un pubblico più vasto della propria famiglia o amici.

Guardiamo anche il lato economico: sono anche una buona occasione per portare a casa un bel set gigante LEGO® che di solito viene messo in palio!

Quando hai figli o sei un nonno od uno zio particolarmente affezionato ai nipoti, le gare sono un’ottima occasione per giocare insieme grandi e piccini per realizzare qualcosa di grandioso, anche solo per farne l’esperienza. Qui l’importante è partecipare: costruire è la vera gara, esporre e vincere è solo la scusa per farlo. Il team building inizia anche da queste cose.

Due consigli logistici: fai bene i conti con moglie, suocera o cognata in quanto l’opera impegnerà molto tempo per essere realizzata e una zona di casa rimarrà inevitabilmente invasa dai mattoncini. Preparale ad accettare tutto questo! Non vorrai mica rimettere a posto tutto ogni sera vero? Inoltre, se la costruzione è grande, pensa subito a come dividerla per poterla trasportare e ri-assemblare agevolmente senza danneggiarla troppo.

Come nasce un set LEGO®?

Non te lo spiegherò io, ma lascio la parola e le immagini ad un ottimo documentario di 45 minuti realizzato nel 2012 dal National Geographic:

Se vuoi conoscere la storia LEGO® con un cartone animato, ti consiglio il seguente filmato, adatto anche ad un pubblico giovane:

Anche gli italiani della rivista Focus hanno realizzato un brevissimo reportage sulla fabbrica LEGO®.

E gli AFOL? Beh, esiste anche un documentario su di loro, li puoi vedere nei loro laboratori casalinghi e sentirli raccontare le loro esperienze. (Solo in inglese)

Per qualche curiosità in più su come la LEGO® abbia saputo crescere e districarsi da tutti i problemi che ha avuto (si, anche loro li hanno avuti… non lo avresti immaginato eh?), ti segnalo l’articolo “L’innovazione fatta a pezzi” sull’argomento.


Ancora dubbi su cosa regalare al prossimo compleanno o Natale?

Regala una possibilità di essere creativo, regala LEGO®!

comments powered by HyperComments