La mia idea utopistica per il progetto 10^100 di Google

Visto che Google ha un sacco di idee interessanti, ho finalmente deciso (un anno fa) di partecipare ad uno dei suoi progetti www.project10tothe100.com in breve:

Il progetto 10100 (pronunciato “Progetto 10 alla centesima”) è un concorso di idee che ha l’obiettivo di cambiare il mondo, nella speranza di aiutare il maggior numero di persone possibile.

L’idea che ho presentato s’intitolava Una nuova materia scolastica: la vita

Quelle che seguono sono le cinque domande fatte da Google a cui bisognava rispondere per esporre la propria idea.

1. Quale frase descrive meglio la tua idea?

Inserire trasversalmente a tutte le materie, in tutte le scuole, l’insegnamento dei principi del buon senso, della consapevolezza, delle potenzialità personali, del credere in sé stessi, del pensare in grande, del principio di visione globale e azione locale, dell’interpretazione mediata della realtà e di ciò che ci circonda, di filosofia di base, di tutto ciò che la saggezza popolare ha da insegnare, dei valori universali della vita, delle relazioni sociali familiari e personali, delle dinamiche mondiali su politica e economia a livello qualitativo e di interpretazione, delle altre culture, delle dinamiche dominanti, della ricerca delle informazioni, del pensiero laterale, dell’immedesimazione nel prossimo, di principi globali accettati da tutte le religioni del mondo. E penso che l’elenco potrebbe continuare a lungo… insomma tutto ciò che la scuola ancora non insegna e che una persona può sperimentare solo facendo prima migliaia di errori o capendo questi concetti in età avanzata (sempre che arrivi a comprenderli).

2. Descrivi la tua idea più in dettaglio

Continuando da “l’idea in una frase”, posso affermare che, secondo il mio parere, l’unico modo per migliorare globalmente il mondo è di migliorare le persone. Questo è vero sempre: tra due amici, in una famiglia, in un’azienda, in un’organizzazione internazionale, in un governo. A parte gli eventi naturali positivi o negativi l’unico essere che è in grado di modificare il pianeta in modo radicale è l’uomo, e lo ha ampiamente dimostrato. L’unico essere che quindi deve essere migliorato per evitare che peggiorino le sue condizioni globali e quelle del pianeta è proprio l’uomo stesso.

3. Quali problemi risolverebbe la tua idea?

Indipendentemente dal tipo e dalla qualità della formazione ricevuta, il sistema scolastico ha una grave carenza, probabilmente per motivi di etica, costume o storici. Gli insegnanti non insegnano a vivere, come se ciò potesse essere un danno o un’imposizione. Io non intendo questo. Ma insegnare a vivere secondo dei principi positivi, di scambio, di intelligenza, di opportunità. Faccio degli esempi altrimenti rischio di rimanere troppo nell’astratto:

  1. Scuola superiore/Università: non insegnare solo le materie che servono per lavorare ma anche le dinamiche che un nuovo lavoratore si troverà ad affrontare in particolari ambienti. Sarebbe un bel vantaggio iniziare a lavorare per un’azienda o fondarne una propria conoscendo prima quali sono i concetti generali già condivisi per quel tipo di attività, le difficoltà e i princìpi vincenti: chi meglio delle persone che fanno o hanno fatto la storia di un certo settore lavorativo possono saperlo?
  2. Società: insegnare ad interpretare la realtà, capire le differenze culturali tra i paesi (non solo la geografia!) e non solo quando si studia una lingua. Immedesimarsi per poi comprendere meglio lo status di società più all’avanguardia o più povere.
  3. Imprenditorialità di se stessi: insegnare l’autostima, la determinazione per il raggiungimento dei propri obiettivi, metodi per misurare i propri progressi, tecniche per migliorare le capacità di apprendimento in genere.
  4. Informazione: dare strumenti per decodificare in modo più critico i giornali, la televisione, internet, la politica, l’opinione pubblica, fornendo delle solide basi che non siano solo autocostruite o fornite dalla famiglia e gli amici. Probabilmente se si aspetta troppo i media avranno un effetto negativo prima che uno sia in grado di accorgersene e quindi radicalmente influenzato e non proprio capace di interpretare, filtrare e selezionare.
  5. Indipendenza: Essere in grado di prendere decisioni e svolgere efficientemente questioni di interesse generale per i temi principali della vita di tutti: la ricerca delle informazioni più pertinenti e veritiere, le dinamiche di una famiglia propria, i rapporti personali con gli altri, la salute, la casa, le valutazioni per l’acquisto di beni/servizi di qualunque genere, la legge, l’istruzione stessa (le metodologie di studio ad esempio), ecc.
  6. Le materie applicate: mediare le materie scientifiche-umanistiche con la realtà e fare sempre dei raffronti con la teoria, la storia e la società nel tempo e luogo in cui si vive.
  7. La religione: estendere il concetto di religione (quella propria) in confronto a quella degli altri popoli per carpirne la reale essenza e non solo gli usi e costumi, le istituzioni, i luoghi, ecc.

Sostanzialmente, esempi a parte, l’idea è quella di concentrare l’esperienza delle persone anziane, più sagge, esperte e coscienti della vita, in modo strutturato e mediato in un metodo di insegnamento trasversale, parallelo, multidisciplinare e/o integrato.

Altre implicazioni di questo tipo di integrazione all’insegnamento possono essere, in due categorie opposte:

EVITARE: il più possibile che uno si accorga, dopo 10 anni, di aver fatto un grave errore di valutazione personale per la propria carriera/amicizie/ecc., di ridursi sul lastrico per scelte sbagliate, di prendere una strada per paura di non farcela, di seguire il sogno nel cassetto, di fossilizzarsi o essere maniacali, ecc.

FARE: imparare l’equilibrio, non fermarsi alle prime difficoltà, svolgere bene il proprio lavoro, sviluppare il buon senso, essere collaborativo, aumentare la propria soglia di tolleranza, migliorare le proprie capacità di relazione, sviluppare le proprie passioni, osare l’impossibile, capire l’importanza di pianificare bene il proprio futuro, coltivare delle passioni, ecc.
Potrei continuare con 10 pagine di effetti, questi sono solo alcuni che mi sono venuti in mente riempiendo la form…

L’idea è applicabile a tutti gli istituti in cui viene insegnata qualunque materia scolastica, dai primi giorni di scuola fino all’università e oltre, nei campi scientifici, umanistici, artistici, ecc.
E’ applicabile ai giovani docenti o educatori che siano fortemente motivati e a tutti gli studenti di qualunque grado e nazionalità per migliorarne la coscienza, la capacità di cogliere le opportunità della vita, il buon senso, lo spirito collettivo, il senso civico, la dedizione, l’interpretazione del mondo globale e della vita locale, ecc.
Secondo me ci sarebbe anche un effetto passaparola nella famiglia e tra le amicizie.

4. Se la tua idea divenisse realtà, chi ne beneficerebbe di più e come?

Tutto il mondo ne trarrebbe beneficio, in primo luogo le nuove generazioni, in tutti i campi e in tutte le circostanze. La mentalità e la cultura delle persone influenzano l’economia, la politica, la religione, la guerra, il progresso e il benessere di ogni individuo. Applicando il progetto da subito in 50 anni o meno potremmo assistere ad un miglioramento collettivo delle condizioni di vita e sostenibilità planetarie. Ognuno ha un potenziale benefico e intellettivo infinito, va solo incoraggiato a manifestarsi, mediato e guidato. Da sempre la famiglia, le conoscenze, le circostanze, le condizioni economiche, il luogo di nascita, ecc. condizionano fortemente (spesso negativamente) ogni individuo. Un insegnamento di questo tipo, trasversale a tutte le materie, può concretamente migliorare lo stato mentale e di percezione del mondo e di sé per ogni individuo. Ad esempio, capire che si può migliorare il mondo, migliorando se stessi e gli altri è un concetto di base che non tutti comprendono a fondo, e quando, e se lo comprendono, spesso è troppo tardi per ritornare sui propri passi.

5. Come daresti vita a questo progetto?

  1. Metterei insieme un equipe di specialisti mondiali, premi nobel, persone di successo, sulle principali discipline/temi che permeano la vita del 20° secolo come: sociologia, famiglia, religione, lavoro, scienza, medicina, economia, industria, arti, sport, storia, diritto, comunicazione, ecc. al fine di creare un programma completo, multinazionale, e quindi lo adatterei alle specifiche differenze e situazioni di ogni nazione. Il programma dovrebbe essere applicato dai primi giorni di scuola fino all’università, crescendo sempre in complessità e completezza come per le altre materie.
  2. Attuerei una riforma di base al sistema scolastico nazionale di ogni stato per permettere l’applicazione di questo programma (può iniziare con un istituto, un distretto, una città, una regione o uno stato pilota ovviamente).
  3. Darei accesso privilegiato per l’insegnamento di questa nuova “disciplina” agli insegnanti più motivati e istituirei dei corsi di formazione specifici per docenti.
  4. Integrerei i concetti del programma in tutti i libri di testo o in una materia specifica. Questo non sta a me deciderlo, non sono qualificato a tal proposito.

Potrebbe essere sufficiente monitorare i successi personali degli studenti durante la tutta la carriera scolastica e quindi nel mondo del lavoro per vedere se i principi insegnati vengono generalmente seguiti in base al contributo generale apportato alla società o al successo personale. Potrebbero essere istituiti anche dei test psicologici allo scopo. Comunque l’impatto di un progetto del genere è talmente di vasta portata che non credo possa esistere uno strumento di misura adeguato anche lontanamente in grado di fornire una stima grossolana.
Forse il miglioramento delle notizie sui quotidiani dei prossimi 100 anni potrebbe essere un buon indicatore che l’idea ha funzionato 🙂

Nessuna idea specifica tranne forse per Leo Buscaglia (noto docente statunitense), riguardo a tutte le questioni sociali/sentimentali… oltre al fatto che mi piacerebbe essere partecipe in qualche modo di questa rivoluzione che ho in mente.

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